Un carico eccezionale per l’eolico offshore
Nel porto jonico è avvenuto l’imbarco completo di 12 pale eoliche Vestas di ultima generazione su un’unica nave – la Tony Stark – destinate ai parchi eolici del Nord Europa. Si tratta delle pale eoliche tra le più grandi al mondo: ognuna misura 115,5 metri di lunghezza, pesa circa 60 tonnellate e può spazzare un’area di oltre 43.000 m² per rivoluzione. Queste colossali strutture sono parte della turbina offshore V236 da 15 MW, una delle più potenti sul mercato globale. La nave ha completato le operazioni di carico in circa tre giorni e ha come destinazione iniziale il porto di Esbjerg in Danimarca, hub logistico da cui le pale proseguiranno verso il parco eolico offshore He Dreiht nel Mare del Nord. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, commentando l’evento, ha parlato di «traguardo storico per il porto di Taranto nella filiera europea dell’eolico offshore», sottolineando che un carico così numeroso di pale su una sola nave rappresenta un record mai raggiunto prima in Europa.
Come si è svolta l’operazione logistica nel porto di Taranto?
L’operazione di imbarco di questo carico eccezionale ha richiesto un elevato livello di competenza tecnica e coordinamento logistico. Le 12 pale eoliche sono state movimentate e posizionate sulla nave Tony Stark grazie all’esperienza consolidata degli operatori portuali tarantini, in collaborazione con l’impresa specializzata Peyrani Sud e la società di trasporti eccezionali SAE. Le pale, data la lunghezza, hanno imposto misure straordinarie di sicurezza e l’impiego di attrezzature dedicate (ad esempio carrelli modulari e gru di grande portata) per sollevarle e stivarle correttamente. «Operazioni complesse, delicate e di portata straordinaria, gestite con successo e in totale sicurezza anche grazie all’expertise collaudata dei nostri operatori portuali», ha evidenziato l’Autorità Portuale, rimarcando l’elevato livello di professionalità messo in campo.
Fino a pochi mesi fa, ogni spedizione partiva da Taranto con 9 pale per nave; oggi si è passati a 12 pale, il massimo caricabile, segnando un avanzamento significativo nelle capacità di carico e ottimizzazione dei trasporti. Questo incremento testimonia la crescita del ritmo produttivo di Vestas e l’efficienza del porto nel sostenere volumi sempre maggiori: attualmente dal molo tarantino parte una nave carica di pale eoliche circa ogni 25 giorni, frequenza destinata ad aumentare con l’espansione delle attività.
Qual è il ruolo della piattaforma logistica
Il ruolo delle infrastrutture portuali è fondamentale. Vestas Blades Italia ha ottenuto lo scorso maggio la concessione per 9 anni della Piattaforma Logistica “Domenico Daraio” all’interno del porto. Questa piattaforma – una vasta area attrezzata per assemblaggio e stoccaggio – è divenuta un’infrastruttura strategica per gestire il flusso delle componenti eoliche. Grazie a tale hub, la logistica integra il trasporto marittimo con quello ferroviario e le operazioni di pre-assemblaggio, rafforzando il ruolo del porto di Taranto come snodo intermodale al servizio delle energie rinnovabili. La capacità di Taranto di accogliere, movimentare e spedire componenti così imponenti conferma la vocazione industriale e logistico-portuale dello scalo ionico, che si sta ritagliando un posto di primo piano nella catena europea dell’eolico offshore.
Perché Taranto è diventata un punto di riferimento per Vestas?
Dietro questo risultato c’è una visione di lungo periodo che unisce investimenti industriali e collaborazione tra istituzioni. Vestas, colosso danese dell’eolico presente a Taranto dal 1998, ha scelto di puntare sul capoluogo ionico per la produzione in serie delle sue pale eoliche più avanzate. Nel 2024 l’azienda ha inaugurato una nuova linea produttiva per le pale V236-15.0 MW proprio nello stabilimento tarantino, sostenuta dalle ottime performance del sito e dalla disponibilità di manodopera specializzata locale. L’espansione è stata resa possibile anche grazie al supporto istituzionale: il progetto rientra tra quelli finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) attraverso i Contratti di Sviluppo gestiti da Invitalia. In particolare, Vestas ha ottenuto un contributo di 40 milioni di euro su un investimento complessivo di 104 milioni destinato a nuove linee di produzione, nell’ambito di un’iniziativa volta a potenziare la filiera dell’energia eolica in Italia meridionale.
Il sostegno istituzionale e i benefici occupazionali delle pale eoliche
«La nostra presenza testimonia il forte impegno a sostegno di progetti innovativi per la transizione ambientale… La nuova linea di Vestas rafforza il ruolo dell’Italia nel settore delle energie rinnovabili, confermando la capacità di attrarre investimenti nel Mezzogiorno e assicurando nuove opportunità di lavoro», ha dichiarato Luigi Gallo, responsabile incentivi di Invitalia, durante l’inaugurazione della fabbrica potenziata. Anche il Governo ha accompagnato da vicino questa crescita: il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha incontrato i vertici di Vestas per discutere gli investimenti a Taranto, definendo il caso «un esempio di reindustrializzazione green» e assicurando il continuo sostegno statale a iniziative che uniscono transizione energetica, crescita industriale e occupazione qualificata.
L’indotto economico e occupazionale generato è significativo. Nel 2025 lo stabilimento Vestas di Taranto prevede la produzione di 150 pale (destinate in gran parte all’export offshore) e ha avviato centinaia di nuove assunzioni per far fronte all’aumento di capacità. Secondo fonti sindacali, solo nell’ultimo biennio circa 700 lavoratori interinali sono stati coinvolti nelle linee tarantine e oltre 300 di essi stabilizzati, con ulteriori inserimenti in corso.
Per noi di Fondazione NEST questi numeri danno la misura di come l’investimento nell’eolico stia offrendo al territorio nuove opportunità di impiego in un’area da tempo in cerca di riconversione sostenibile.
Fondazione NEST per l’eolico offshore
Fondazione NEST (Network 4 Energy Sustainable Transition), è anch’essa un progetto strategico finanziato dal PNRR e dedicato allo sviluppo di tecnologie avanzate per la transizione ecologica. Siamo attivi nel settore dell’energia eolica offshore attraverso lo Spoke 2 – Energy Harvesting & Offshore Renewable, che si occupa di progettare e testare soluzioni innovative per la produzione di energia dal mare, come turbine galleggianti, sistemi di accumulo integrati, dispositivi per l’ottimizzazione delle performance eoliche e sensoristica avanzata.
Le attività dello Spoke 2 si concentrano sul miglioramento delle tecnologie per lo sfruttamento delle risorse energetiche marine, con l’obiettivo di rendere l’eolico offshore più efficiente, sostenibile e integrato nel sistema elettrico nazionale. Tra i principali ambiti di ricerca figurano lo sviluppo di materiali avanzati per le pale eoliche, l’analisi dell’impatto ambientale, lo studio dei fondali per la posa di infrastrutture e l’elaborazione di modelli predittivi per la gestione dell’energia prodotta.
A coordinare scientificamente lo Spoke 2 è il Politecnico di Bari, in collaborazione con numerosi partner pubblici e privati. Il coinvolgimento di università, centri di ricerca, aziende e istituzioni territoriali ci consente di agire come catalizzatore di competenze e investimenti, creando sinergie con realtà industriali come Vestas e rafforzando il posizionamento dell’Italia nel panorama internazionale delle energie rinnovabili offshore.